Mal spezzati alla vattelapesca con pezzi di cinghiale.

malspezzati

Mal spezzati alla vattelapesca con pezzi di cinghiale. Ingredienti soliti della cucina  alla vattelapesca, in questo caso oltre al cinghiale ci sono fagioli, pomodoro, sedano, finocchio e gambi di carciofo ma sarebbe andato bene qualsiasi altra cosa. I mal spezzati fanno il verso ai mal tagliati romagnoli, la differenza è che invece di fare la sfoglia e poi mal tagliarla qui si prendono pezzi di pasta confezionata e li si mal spezza con le dita, si fa un mucchio che basta poi li si mette a bollire fin quando son cotti quindi si mescolano col resto.

Per la semiologia è interessante notare come anche la cucina segue una scala tonale che muta da regione a regione e da nazione a nazione come il linguaggio, la gradazione si estende a tutti gli altri fenomeni sociali e la si potrebbe considerare una legge universale, la scala di Bach.

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Il pinzimonio.

pinzimonio

 

Dui sciulot bagnà int l’oli, a me piacciono da scorpacciare, specialmente quando i cipollotti si raccolgono nell’orto per mangiarli subito altrimenti mi danno acidità. Piatto tipico della puceria piemontese affine per il modo di consumarlo alla Bagna Cauda ed alla Bourguignonne.

Ogni stagione ha le sue primizie, in questo caso l’assonanza dei segni probabilizza una variazione dialettale dello stesso codice nel linguaggio di origine celtico che un tempo doveva essere parlato in tutta l’Europa occidentale. Essendo tale lingua ancora in uso pur con le modifiche e fusioni apportate da chissà quali invasioni in Germania e Gran Bretagna viene naturale mettere in forse l’origine latina della lingua italiana. Dall’osservazione della realtà si vede che a livello dialettale e di inflessione i linguaggi cambiano di regione in regione seguendo una gradazione tonale che continua a graduare nelle nazioni confinanti, come ad esempio tra i cadorini e alto atesini con gli austriaci ed i siciliani con gli zulù…

Così doveva essere anche allora, cosa che spiegherebbe la facilità con cui galli e spagnoli si appropriarono della lingua parlata in Italia, cioè la parlavano già.

Nell’Europa orientale invece le lingue sembrano seguire variazioni graduali dal greco, in pratica fino agli Urali e oltre nei russi in Siberia quindi proseguire in Giappone quindi tornare indietro. La lingua degli Etruschi o Tirreni o Toscani o Terroni era affine al greco parlato in Grecia e seguendo le variazioni dialettali doveva essere parlata da tutti i terroni, anche in Sicilia per poi proseguire verso la Grecia, la Turchia e l’Africa quindi questa origine conviene spostarla.

A questo punto deve essere avvenuta una fusione linguistica tra il greco parlato in Italia ed il celtico, tra un terrone toscano e una piemontese, come dire il postino e la serva, che comunque presentavano già similitudini che variavano solo a livello dialettale dando forma all’italiano attuale che prende origine da Torino. Come si vede i latini non c’entrano nulla.

Naturalmente questa è solo una probabilità calcolata e accertata dall’osservazione del linguaggio attuale, viceversa al latino bisogna credere per fede, un a priori Kantiano, come se prima di loro si parlasse solo il babilonese.

la questione è solo accennata, c’è una analogia tra i livelli del linguaggio parlati da nazione a nazione con i livelli del computer molto utile per il confronto ed il calcolo delle probabilità. Ogni livello scorre in senso contrario a quello sopra e quello sotto, la psicologia da bastian cuntrari degli inglesi che fanno sempre il contrario degli altri potrebbe indicare dove se ne trova uno, il resto è conseguenza.

 

P.S.

Un tauro castrato diventa bue, bue boi, i boi erano un’antica popolazione celtica, il segno diventa radice di altri termini come la Baviera, la Bayer ed i boiardi russi ed anche i boy inglesi e americani, come dire tutti castrati, forse un riferimento ai buoi che seguivano Ercole nell’attraversamento dell’Europa, gli stessi movimenti seguiti da Cesare col suo esercito di galli cisalpini. Il discorso esula ma le probabilità si spostano in Vietnam, in molti film americani si vede il liberatore dire: “Boy, come home.”

Insalata di girasoli con uovo sodo.

 

 

insalata di girasoli

Insalata di girasoli con l’uovo sodo.

Sapore rustico che ricorda la primavera e le passeggiate nei prati, infatti siccome cresce abbondante nei parchi dove si portano a pisciare i cani è meglio andarlo a raccogliere dove si è sicuri. Piatto semplice da preparare con religiosità, questo gli dà l’ispirazione che lo rende molto più gustoso, va accompagnato con un paio di bistecche ed una buona pagnotta altrimenti dopo dieci minuti si ha di nuovo fame.

Per la semiologia è interessante l’omonimia con l’altra pianta del girasole che è completamente diversa, quindi un segno con due codici mentre la forma presenta un codice con molti segni tramandati nel linguaggio popolare come Bocca di leone, Soffione, Piscialletto eccetera.

In questo caso l’importante è capire che il segno non è il codice…

 

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Bistecche d’accompagnamento mentre cuociono.

 

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Ape su un fiore di Tarassaco, sono ricchi di polline.

Boulevard teoria.

boulevard teoria

 

Tolta la maschera un’altra maschera, visto il tramonto aspettavo la sera che non arrivava e allora sognavo la notte, le stelle sorgevano e danzavano intorno alla fontana

Musica di ingranaggi arrugginiti, cigolii, oliatori spompati, cercavo la leva mancante nella lava del vulcano che scorreva dall’abisso

Acqua di fuoco, pietre parlanti abbandonate sulla riva cantavano al tuono che rimbombava nel vuoto, esche scordate dalla storia, oblio dolce sapore di sangue, di vita

Scorrono le onde una dopo l’altra nel mare dei sogni, l’origine…boulevard teoria, l’acceleratore a tavoletta, il motore romba nel gran salto  si aprono le aligab.gif

Bistecca di cavallo.

 

bistecca di cavallo

Bistecca di cavallo con salsiccia e friciula alla brace, uno dei miei piatti preferiti da mangiare rigorosamente con le mani perchè anche il tatto ha la sua lingua.

Per la preparazione della friciula valgono le stesse regole del risotto Vattelapesca, si possono impastare acqua, uova, latte, vino, ecc. con rosmarino, prezzemolo, semi di finocchio ecc. e si può fare spessa o sottile come frulla.  Termine proprio della cucina piemontese  da cui probabilmente deriva l’epiteto ciula che può significare sia l’atto del chiavare che una persona citrulla, mia nonna da bambino me lo diceva sempre.

La figura è canonica, l’assonanza con dentifricio la collega al latino fricare, fregare strofinare e anche ficcare quindi si passa a fricassea, lo spezzatino o la mescolanza alla vattelapesca, in francese cuocere si dice fricasser che suona con fornicare aggiungendo il significato a friccare e casser potrebbe stare per cazzo come per casseruola…come si vede la cucina si accompagna bene con il sesso e questo per la semiologia è un segno importante il cui codice potrebbe far intendere il cannibalismo, d’altronde quando si vede una con un bel culo viene da dire che è appetitosa e la si mangia con gli occhi con chissà quali conseguenze digestive per la vista se poi non si caga, questo sconfina in altri campi e ridendo e scherzando la questione si fa interessante.

La salsiccia è un optional ma in questo caso meglio abbondare perchè non si sa mai…